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7 modi per fare velocemente ricerca con Google

Nella mia attività di docente universitario e di formatore mi sono spesso imbattuto negli sguardi curiosi di coloro che mi vedevano utilizzare Google con gli operatori di ricerca.

I più, oltre a scoprirne per la prima volta l’esistenza, hanno immediatamente compreso la grande opportunità di fare ricerche mirate in minor tempo.

Ecco perché ho pensato che un piccolo ripasso non fosse del tutto superfluo.

Cosa sono gli operatori di ricerca?

Facendo ricerca su Google si può disporre di alcuni comandi utili per ottenere risultati più precisi, filtrati o circoscritti. Tenendo presente che Google ignora la punteggiatura, che non rientra tra gli operatori di ricerca, tali caratteri e comandi speciali (talvolta chiamati “operatori avanzati”) hanno lo scopo di estendere le funzionalità delle normali ricerche di testo.

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ComunicazioneMarketing

Effetto Alone e marketing. Se lo conosci, lo usi!

L’effetto alone è sicuramente uno dei bias cognitivi più interessanti per chi si occupa di marketing e comunicazione persuasiva in genere.

Cerchiamo di conoscere il fenomeno e vederne gli eventuali risvolti applicativi.

Immaginiamo di avere di fronte due soggetti candidati per un ruolo di collaboratore nella nostra azienda. Ancor prima di incontrarli personalmente leggiamo una scheda di referenze, fatta da un collega, che focalizza in estrema sintesi le loro caratteristiche principali.

 

Leggiamole assieme:

Mario: ingegnoso, intraprendente, impetuoso, aggressivo, testardo, astioso

Luigi: aggressivo, astioso, impetuoso, testardo, ingegnoso, intraprendente

 

Istintivamente, senza averli visti, quale scegliereste tra i due? Quale sareste portati a valutare positivamente?

La maggior parte degli intervistati a pelle sceglie Mario. Eppure, se ci soffermiamo con attenzione sulle schede dei due, possiamo vedere che sono le medesime per entrambi, con la sola differenza che sono state riportate con un ordine diverso.

Ma nonostante ciò Mario ci era parso il migliore tra i due?! Leggi tutto

Storytelling

Corporate Storytelling (4° parte)

Cosa significa comunicare? Per un azienda significa costruire un ponte con il proprio mercato di riferimento, partecipare ad un sistema di relazioni e interazioni con i consumatori, mettersi al centro di uno scambio di messaggi bilaterali altamente personalizzati e costanti. Oggi assistiamo ad un cambiamento epocale negli atteggiamenti di acquisto dei consumatori: l’imprevedibilità dei comportamenti, minore fedeltà alle marche.

Comunicare significa dunque intessere un vero e proprio dialogo con il proprio target di riferimento, coinvolgerlo per stimolarlo ad esprimere le proprie proposte per contribuire al miglioramento e alla crescita della marca. Il principio base è di considerare il consumatore come “co-creatore”, persona che recepisce i valori del brand e che li interpreta, li commenta, li condivide con il suo network di riferimento.

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Storytelling

Corporate Storytelling (3° parte)

Fare storytelling non significa raccontare la cronologia dei fatti aziendali, ma generare una serie di discorsi avvincenti che coinvolgano ed emozionino il pubblico.

Senza una tensione drammatica, un racconto è piatto, è una descrizione di semplici avvenimenti: sono gli ostacoli improvvisi, i caratteri che si modellano con l’avanzare della storia, l’opposizione degli antagonisti, l’aspettativa per il finale che generano le domande drammatiche che il pubblico si aspetta. La narrazione deve creare, sviluppare e risolvere momenti problematici che il nostro brand/prodotto risolve con azioni e strategie concrete. Per generare un intreccio drammatico che colpisca gli spettatori, bisogna mettere in gioco tutte le domande che implicano risposte determinate e risolutive.

Il problema posto dal narratore verrà risolto bene nel caso di un lieto fine, o male se la conclusione è tragica. Una trama esemplificativa potrebbe essere la seguente:

presenza di un eroe che, per compiere un’impresa, deve affrontare un rivale entrando in conflitto con lui. Il compimento dell’azione è conquistare un tesoro con l’aiuto di oggetti magici.

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Social

Instagram: come l’azienda deve scrivere sul social?

instagramPiù volte abbiamo ribadito i numerosi vantaggi di una comunicazione fatta per immagini, su tutti due:  velocità di trasmissione e immediatezza di comprensione.

Tali benefici saranno tanto più positivi se alle  semplici immagni fa da corollario anche una parte scritta.

Instagram, il  social visual per eccellenza degli ultimi anni in grado di condividere l’istante (Insta) e il messaggio (Gram) usa un linguaggio molto elementare fatto in prevalenza di emoticons, di hashtag e di emozioni. Chi lo ha in uso si sarà accorto che, dopo la foto, la didascalia è la cosa più importante e costituisce parte integrante nel processo di creazione di valore aggiunto all’immagine.

A questo punto viene fisiologico domandarsi: come l’azienda deve scrivere su Instagram?

Assodato che le foto sono le vere protagoniste, la scrittura e i contenuti devono essere la famosa ciliegina sulla torta.

Vediamo di sviluppare alcune riflessioni assieme, che potrebbero essere utili soprattutto in un processo di ingaggio e fidelizzazione dei followers.

 

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