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Quando mi sono imbattuto in questa simpatica storiella, ho pensato di essere approdato in una delle strampalate avventure del signor Malaussène di Pennac.

Soffermandomi poi sul racconto ho potuto apprezzare quanto sia simpaticamente vicina al marketing e alla comunicazione del mondo low cost.

Mondo il cui obiettivo principale è sublimare il bisogno primario o principale dell’acquirente ad un prezzo più che accessibile.

 

 

Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, entra in un bar a Orio al Serio in tarda serata e ordina un caffé espresso.

 

Il barman annuisce e gli dice: “Sono 50 centesimi, signore“.
Sorpreso, O’Leary risponde: “Cavolo, è davvero economico!“.

 

Il barman, compiaciuto, conferma: “Sa, cerchiamo di rimanere al passo con la concorrenza. Siamo la caffetteria più economica delle Orobie!

 

O’Leary si complimenta, porge un euro e fa: “Tenga pure il resto. E mi dia un bicchiere d’acqua“.

 

Il barman però precisa: “Il bicchiere d’acqua in realtà costa due euro“.
O’Leary scuote la testa, ma paga. “Mentre mi prepara il caffè mi dice dov’è il bagno?

Il barman subito risponde: “In fondo a destra, sono altri 50 centesimi“.

O’Leary abbozza e va in bagno. Torna, prende caffè e bicchiere d’acqua e fa per andare a sedersi.
Scusi – gli dice il barista – Per sedersi fanno due euro di extra. Se avesse prenotato il suo posto online su The Fork avrebbe risparmiato il 50%. Può andare al tavolo 4“.

 

Scusi, ma se volessi sedermi al 2 che è libero o al 6 dove c’è una persona che conosco?“.

In quel caso dovrebbe aggiungere altri 3 euro per la scelta del posto: l’assegnazione dei tavoli è casuale“.
No, no, va bene il 4” taglia corto O’Leary, ma non ha altri spiccioli e chiede di pagare con la carta di credito.
Purtroppo non accettiamo carte di credito sotto i 10 euro di spesa, ma se vuole può acquistare la nostra mascotte di peluche a soli 5 euro e fare cifra tonda“.

O’Leary a malincuore accetta. “Bene, comprese le commissioni per la sua American Express, sono 12 euro e 50“.

O’Leary ora è veramente scocciato e sbotta: “Questo è ridicolo, mi faccia parlare con il suo titolare!“.
A quest’ora non è disponibile, può contattarlo domani fra le 9 e le 9.10 a questo numero. Le chiamate sono gratis, senza scatto alla risposta, ma pagherà dieci centesimi al secondo per parlare

O’Leary si fa paonazzo dalla rabbia. “Ma lei sa chi sono io?!” grida

Certo, mister O’Leary, e devo avvertirla che essendo passata la mezzanotte le devo chiedere altri 2,50 euro di tassa di soggiorno

O’Leary ora è infuriato: “Non entrerò mai più in questo bar nella mia vita!” strilla.

Va bene sir, ma si ricordi, siamo il solo bar della bergamasca che offre il caffè a 50 centesimi!“.

In maniera del tutto satirica questa storia riporta la reale esperienza dei più con la suddetta compagnia aerea.

L’offerta di voli economici ha la funzione di far credere all’acquirente di fare un vero e proprio affare, esaltandone le proprie capacità contrattuali.

Distogliendo però l’attenzione da una serie di disagi che potrà appurabili solo nella customer journey experience.  Non accorgendosi magari che l’aeroporto di arrivo dista dalla meta due ore di pulman, o che qualunque servizio extra ha costi molto salati.

Alla fine è naturale chiedersi, ma ho veramente fatto un affare o no?!

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Diritti Tv per lo sport e social network: il business dell’entertainment

Perché social network e piattaforme sono interessati a trasmettere gli eventi sportivi?

Lo sport, oltre che wellness, è anche e attrazione di pubblico e soprattutto intrattenimento che si traduce in un interessante giro d’affari.

Lo sanno bene sia le pay-TV che i produttori di gaming sportivi che hanno utili importantissimi ogni anno. Per questo social network e piattaforme nativo digitali volgono sempre più lo sguardo in questa direzione.

È notizia di questi giorni che la Champions League, dal 2021, in Germania sbarcherà su Amazon. Per quanto possa suscitare curiosità il colosso di Jeff Bezos non è nuovo a questi investimenti.

 

La casa di Seattle aveva già fatto notizia con l’acquisto dei diritti del football americano e del tennis, adesso sta gestendo in esclusiva il pacchetto di 20 match della Premier League inglese, oltre ad aver già acquistato i diritti Tv per il tennis e la National Football League (NFL) negli USA.

 

«Siamo entusiasti – ha dichiarato Alex Green, amministratore delegato della divisione Prime Video Sport Europa di Amazon – di portare il calcio della Uefa Champions League ai nostri clienti in Germania».

Non è ancora chiaro se Amazon voglia diventare a tutti gli effetti un competitor “sportivo” dei grandi operatori di pay-Tv.

Alcuni operatori, vedono nella trasmissione dei migliori eventi sportivi un’opportunità per potenziare il servizio di abbonamento ad Amazon Prime piuttosto che un’offerta per diventare un vero e proprio operatore di pay-Tv.

 

 

Anche Facebook si sta cimentando in questo mondo avendo acquistato i diritti televisivi della Champions League per l’America Latina.

Per il Cricket indiano vi partecipa con Google mentre Twitter si è ritirato.

Certo è che siamo in presenza di un mercato sempre più frammentato tra operatori TV e servizi OTT.

Ben oltre le dichiarazioni ufficiali e le interpretazioni dei vari players di settore la vera domanda rimane: “perché social network e piattaforme sono interessati a trasmettere gli eventi sportivi?

L’obiettivo principale rimane: “spingere le persone a trascorrere più tempo possibile sulle piattaforme”.

 

Rispetto all’obiettivo Facebook, Amazon e Google partono avvantaggiati rispetto alle pay-TV. Hanno costi estremamente bassi, dispongono di grande liquidità. Soprattutto le loro entrate non dipendono solamente dagli abbonamenti ma più in generale dall’accesso a tutti gli altri servizi fruibili sulle piattaforme.

Una partita quasi impari, per questo nei prossimi mesi prevedo che ne vedremo delle belle a suon di offerte tra servizi e costi ribassati.

 

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7 modi per fare velocemente ricerca con Google

Nella mia attività di docente universitario e di formatore mi sono spesso imbattuto negli sguardi curiosi di coloro che mi vedevano utilizzare Google con gli operatori di ricerca.

I più, oltre a scoprirne per la prima volta l’esistenza, hanno immediatamente compreso la grande opportunità di fare ricerche mirate in minor tempo.

Ecco perché ho pensato che un piccolo ripasso non fosse del tutto superfluo.

Cosa sono gli operatori di ricerca?

Facendo ricerca su Google si può disporre di alcuni comandi utili per ottenere risultati più precisi, filtrati o circoscritti. Tenendo presente che Google ignora la punteggiatura, che non rientra tra gli operatori di ricerca, tali caratteri e comandi speciali (talvolta chiamati “operatori avanzati”) hanno lo scopo di estendere le funzionalità delle normali ricerche di testo.

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Storytelling

Storytelling come Narrazione

Narrazione aediLa narrazione è nata con il nascere della socialità, della relazione fra gli uomini: è in un certo senso connaturata all’uomo, non si ha testimonianza di civiltà che non abbia utilizzato la narrazione.

Essa attraversa le culture, le epoche, i luoghi, è presente da sempre e forse sarà sempre presente.

Presuppone un rapporto almeno fra due persone una che parla e una che ascolta o, se si tratta di più persone, di un pubblico.

In passato, la narrazione è stata lo strumento principale della costruzione e trasmissione del sapere.

La tradizione orale comprende varie forme, quali narrazioni, miti, canti leggende, favole ed è un elemento presente in ogni popolo e in ogni cultura.

Nell’antica Grecia i versi dell’Iliade e dell’Odissea di Omero non erano letti, ma recitati da veri professionisti della parola gli aedi, i quali si esibivano durante le feste religiose e le celebrazioni pubbliche. Presso i Celti il bardo era considerato un antico poeta, appositamente istruito per conservare la memoria del popolo. Nel Medioevo i menestrelli erano intrattenitori ambulanti, cantastorie che si spostavano di città in città raccontando una favola, una storia, aiutandosi anche con il canto.

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Blogging

Blog o sito web?

Blog o sito webEcco la prima scelta a cui si sottopone chi decide di trasportare la propria attività sul web.

Vi sono due nette correnti di pensiero tra loro contrastanti ma seppur parallele convergono in un focus valido per tutti: dipende dal modello di attività che si intende sviluppare.

Per meglio comprendere quanto appena detto vediamo di capire i due strumenti e il loro uso.

Il blog è uno strumento di comunicazione vivace che raccoglie con una certa frequenza le informazioni sulla attività di chi lo fa con lo scopo di trasmettere conoscenza e autorevolezza.

Per far ciò il blogger scrive articoli su argomenti che conosce bene, con lo scopo di mostrare  ai visitatori la sua competenza in quel settore.

Se da un lato il blog ha il pregio di essere uno strumento snello e veloce sia da creare che da gestire, è proprio nella alta frequenza di aggiornamento che trova il suo limite principale.

 

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